Colorado

United States Maximum Security Installation for the Incarceration of Superhuman Criminals

Conosciuta come “La Volta”

Maria Hill esce dalla sala visitatori, puntando la pistola prima verso un lato e poi verso l’altro del corridoio.

-Via libera – annuncia ai tre prigionieri, che la seguono all’esterno ancora nelle proprie divise carcerarie.

-D’accordo, diamoci da fare. Pathfinder, hai la posizione di Madcap?

-Quindici metri sotto di noi, diciassette a sinistra – risponde la mutante, cercando senza molto successo di legarsi i capelli a coda di cavallo. Cosa non darebbe adesso per un elastico.

-Da solo?

-Una è proprio di fianco a lui; ce ne sono altre quattro entro tre metri.

-Ottimo lavoro. Switch, apri un portale: Turbine ed io entreremo per primi sbarazzandoci delle guardie, mentre Pathfinder recupererà Madcap e lo rispedirà su questo piano.

-C’è un solo problema. Non possiamo andare da nessuna parte – risponde Switch, materializzando un portale nero di fronte a sé e poi bussando sulla sua superficie.

-Che cosa?

-Posso creare portali, ma non vanno da nessuna parte – spiega Switch, materializzando altri tre portali di varia grandezza – Dev’esserci qualche inibitore di trasporto attivo.

-Dannazione, credevo di averli disattivati tutti; gli schemi non devono essere stati aggiornati – commenta l’agente Hill.

-Ci penso io allora – si propone Turbine, preparandosi a roteare su se stesso a super-velocità, fermandosi quando Pathfinder lo afferra per un braccio.

-Aspetta. Ci sono ventiquattro persone in quel piano, e ne incontreresti quasi cinquanta prima di arrivarci. Sono guardie e prigionieri completamente fuori controllo per colpa di Madcap, non puoi caricare a testa bassa.

-Quindi faremo alla vecchia maniera. Seguite me; Switch, quei portali chiusi sono quasi indistruttibili e puoi farli apparire col pensiero, giusto? Quando chiamo il tuo nome, preparati ad usarli per ripararci.

-Non sarebbe più semplice se dessi anche a noi delle armi? – protesta Switch.

-Se ne avessi altre e fossi scema, sì. Pathfinder, avvertimi se chiunque si avvicina per più di dieci metri alla nostra posizione; Turbine, appena vedi un individuo ostile non aspettare il mio comando, disarmalo e stendilo a super-velocità. Tutto chiaro?

Gli ex agenti della Villains LTD si lanciano un’occhiata nervosa, e Maria Hill sorride.

-E se vi viene in testa di approfittare della confusione per scappare, toglietevelo dalla testa. Questo non è un biglietto per uscire gratis di prigione.

 

 

Villains LTD

#53

Prison break

 

La Volta

Lo strano gruppo raggiunge la fine del corridoio, e Maria Hill rivolge lo sguardo verso Pathfinder.

-Uno solo; altri due si stanno avvicinando – risponde la mutante prima di sentire la domanda che si aspetta.

-Perfetto, giochiamoci bene l’effetto sorpresa e ce la caveremo in un attimo. Turbine, tocca a te.

Il velocista apre la porta, svanendo più veloce dell’occhio umano. Maria sorride: possono essere dei criminali, ma chiaramente sono dei professionisti. Non si sente nemmeno un rumore: Turbine dev’essere stato veramente rapido nel rendere innocuo il prigioniero dall’altra parte.

Una volta fatta irruzione nella stanza adiacente, Maria si ricrede subito: un detenuto dai baffetti ben curati sta danzando attorno ad una statua con le esatte fattezze di turbine.

-Gargoyle; può trasformare le persone in pietra – lo riconosce Pathfinder.

-Sur le pont d'Avignon l'on y danse, l'on y danse – canticchia Gargoyle, completamente pazzo grazie a Madcap.

-Avresti potuto avvisarmi prima – si lamenta Maria, mirando ad una delle gambe del criminale e facendo fuoco.

“Accidenti, avrei dovuto tener conto che nella Villains LTD erano abituati a lasciar pensare il capo”.

Subito dopo aver premuto il grilletto, una fiammata improvvisa fuoriesce dalla pistola; di più, un piccolo torrente di fuoco si agita nell’aria fino a raggiungere un altro prigioniero.

-Pyro – lo riconosce Pathfinder.

-Se non puoi avvisarmi prima tanto vale che tu stia zitta – protesta Maria; solo un portale creato da Switch all’ultimo istante le impedisce di essere colpita dalle fiamme.

Pathfinder evita un’altra fiammata con un salto di due metri; Switch crea istintivamente per lei un portale da usare come trampolino, e la mutante esegue un salto mortale per posizionarsi alle spalle di Pyro e spingerlo verso Gargoyle.

Anche se il suo giudizio è distorto dal potere di Madcap, il primo istinto di Gargoyle quando si trova davanti ad un uomo avvolto da un cerchio di fiamme è trasformarlo in pietra…il che si rivela una pessima scelta, perché Gargoyle si ritrova bloccato a terra sotto il peso di una statua di pietra.

-Hai cinque secondi per far tornare Turbine in carne ed ossa – minaccia Maria Hill puntandogli una pistola in mezzo agli occhi.

Gargoyle allunga una mano verso il velocista; ha a malapena il tempo di annullare gli effetti del proprio potere prima di essere colpito dal calcio della pistola.

Nessuno ha il tempo di assaporare il gusto della vittoria, però, perché un altro detenuto si fa strada verso di loro abbattendo una porta.

Si è strappato la parte superiore della divisa, mettendo bene in mostra una quantità di muscoli che sarebbe impossibile per un normale essere umano.

-Mister Hyde, sì lo so – commenta Maria Hill prima che Pathfinder possa aprire bocca.

-Stanno per arrivare anche Blob e lo Squalo Tigre.

-Abbiamo un piano, vero? – chiede Switch; la risposta di Mister Hyde è sfasciare il muro con un pugno e ringhiare.

-Cerchiamo di restare vivi – risponde Turbine.

-Intendevo un buon piano…

 

Reparto di massima sicurezza

Iris non ricorda più da quanto tempo è chiusa nella cella. Il suo corpo continua a non aver bisogno di dormire, perché in fondo lei è pur sempre Insomnia, ma l’inibitore chimico che le hanno iniettato continua ad impedire al suo corpo di produrre adrenalina a ritmo continuo.

Non ricorda l’ultima volta che ha mangiato, né l’ultima volta in cui si è alzata in piedi. Forse una parte di lei realizza di essere in completa crisi di astinenza dal rush costante di adrenalina, ma la parte di lei a cui sarebbe importato sta ancora dormendo.

I suoi amici l’hanno abbandonata, così come aveva fatto DeCeyt. Non sa nemmeno dove si trovi la sua famiglia, né le importa veramente. Per anni ha vissuto unicamente per vivere l’eccitazione della sua vita da ribelle, ed ora che non può più godersela non le resta più niente.

Tutto quello che vuole fare è morire.

La porta della cella si apre, ferendo gli occhi sensibili di Iris. Dall’altra parte un uomo composto di suono solido fischietta “I Rosa Elefanti”, trascinandosi dietro una donna di colore con le mani legate dietro la schiena da un grande fiocco rosa.

Iris cerca di alzarsi dal letto, ma le sue gambe sono troppo deboli per sorreggerla e cade a terra. Klaw non sembra interessato alla scena, lasciando la nuova prigioniera nella cella per poi andarsene canticchiando il jingle di una pubblicità di detersivi.

La porta si richiude alle sue spalle, facendo ripiombare la cella nel buio; la nuova arrivata sembra confusa dalla situazione in cui si trova, ma nonostante tutto non è spaventata.

-Per favore, non farmi del male! Io non c’entro niente con loro!

-Chi… - inizia a rispondere Iris, faticando a pronunciare le parole; solo ora si rende conto di quanto tempo è passato dall’ultima volta in cui ha aperto bocca.

-Chi sono “loro”?

-I pazzi. Quelli che hanno preso il controllo della prigione. Sono del tutto fuori controllo!

-Ti hanno fatto qualcosa?

-No, è questa la parte più strana. Dicono cose senza senso, ma non sono violenti.

-Ti hanno sbattuta nuda in una cella. Chi sei? Non hai una faccia familiare.

-Come fai a saperlo? Non si vede un accidente, qui.

-Posso vedere al buio. Sei una nemica di Iron Man a cui hanno tolto l’armatura?

-No, non sono una criminale. Sono qui per colpa del costume.

-Che vuol dire per colpa del… - inizia a rispondere Iris, per poi scattare all’indietro quando realizza che cosa si trova davanti. La voce non è distorta come nelle notti in cui urlava di volerla divorare viva, ma è la stessa persona.

-Tu sei Venom!

-Lo ero. Mi hanno tolto il simbionte, grazie al cielo. Tu non hai idea di che cosa fosse avere quella cosa nel cervello, delle cose che mi ha fatto fare. Era come trovarsi in cima al mondo, senza  preoccuparsi di cosa…

Iris ha afferrato il braccio della donna, con una forza che non credeva più di possedere.

-Hey! Mi stai facendo male!

-Dov’è quel simbionte?

 

Base dei Guardiani

Ti chiami Augustus DeCeyt e stai pensando. Tra le tue mani bloccate dalle manette ci sono i primi rapporti che i Guardiani ti hanno procurato per ottenere un’analisi della situazione. A colpo d’occhio noti che il mondo sta per precipitare nel caos e che puoi trarne vantaggio.

Se tu fossi un’altra persona, queste sarebbero ottime notizie e tu saresti molto felice. Ma tu sei Augustus DeCeyt e non provi nulla. Se solo il resto del mondo avesse questo vantaggio, il tuo lavoro sarebbe molto più semplice.

-Se qualcuno sta controllando le telecamere di sicurezza, come credo assai probabile, vi suggerirei di contattare i vostri capi – dici senza nemmeno alzare gli occhi dai rapporti.

I Guardiani sono una sezione deviata dello SHIELD che crede che i fini giustifichino i mezzi, e se tu fossi una qualunque altra persona questa caratteristica che avete in comune ti farebbe provare ammirazione per la dedizione che hanno nei confronti della propria missione. Ma tu non provi nulla, perché la tua mente è troppo impegnata ad impostare i pezzi del puzzle.

-Che succede qui? – chiede il Guardiano mentre entra nella stanza. Il suo volto è coperto dal casco antisommossa e ti sta puntando addosso una pistola: puoi avere trent’anni più di lui, essere disarmato ed ammanettato, ma lui ha paura di te.

-Troverei assai appropriato da parte sua procurarmi una penna, gentile signore.

-Non posso consegnarle niente senza l’approvazione dei miei superiori. Tenga le mani bene in vista!

-Il suo atteggiamento è assai illogico, signore. Non posso certo usare una mera penna per ucciderla.

La guardia esita, come immaginavi. Sei prigioniero dei Guardiani da pochi giorni, ma il personale è assai ristretto: senza darlo a vedere, hai studiato il linguaggio corporeo di quest’uomo in presenza dei suoi superiori e sai che teme troppo di essere rifiutato dal prossimo per rischiare di causare problemi lungo tutta la catena di comando. E’ l’anello debole.

Il Guardiano infila una mano in tasca e ne estrae una penna, senza chiedersi come facessi a sapere che ne portava con sé una.

-Che cosa vuole farne?

-Le ho già detto di non volerla usare per ucciderla, gentile signore. Solo per scappare – rispondi, conficcando con forza la penna nel tuo avambraccio sinistro.

La guardia è troppo scioccata per reagire subito, così hai il tempo di disegnare un pentagramma con il tuo sangue…ed in istante il tuo corpo è avvolto da fiamme rosse e nere.

La guardia fa fuoco senza più esitare, ma ormai è tardi: la fiamma fa rimbalzare i proiettili e scioglie le manette, permettendoti di camminare con tutta calma verso la porta. L’allarme della base inizia ad urlare, e la guardia tenta di chiamare rinforzi prima di ritrovarsi avvolto dalle stesse fiamme nere che un attimo prima proteggevano il tuo corpo. Le sue urla di dolore sono troppo simili a quelle che hai ascoltato in passato per suscitare in te alcun interesse.

-La magia può essere fastidiosamente imprevedibile – commenti, recuperando la pistola dal pavimento che si sta bagnando di sangue – Ciononostante, se non avessi approfittato della mia breve alleanza con Darklady per chiederle di maledirmi con un incantesimo che mi avrebbe un giorno permesso di evadere…

Lasci la frase incompiuta, voltandoti verso la donna che si è appena teleportata nella stanza. L’Incappucciata, braccio destro dei tuoi carcerieri, si è precipitata qui non appena ha sentito suonare l’allarme, così come avevi previsto.

Ed esattamente come pensavi, non ha il tempo necessario per reagire prima che un colpo dalla pistola che hai rubato le faccia saltare le cervella. La sua identità sarebbe un dato interessante da scoprire, ma il piano non lo prevede: tutto ciò che ti serve è recuperare il suo mantello rosso.

-…la mia fama di miglior pianificatore del pianeta sarebbe assai immeritata.

Il corridoio si sta riempiendo di Guardiani pronti ad ucciderti, ma tu stai già attivando i circuiti di teletrasporto del mantello. L’unico rimpianto che potresti avere, se tu potessi provare emozioni, sarebbe che nessuno di loro apprezzerà mai veramente la logica eleganza del tuo piano.

[L’avventura di DeCeyt continua su Crossover #2 !]

 

La Volta

-Questo piano fa schifo! – esclama Pathfinder, evitando un pugno di Mister Hyde.

-Lo dici tutte le volte – replica Switch, materializzando un portale tra le fauci dello Squalo Tigre.

-Solo perché ho ragione – risponde Pathfinder, colpendo lo Squalo Tigre con un calcio sulla mascella e forzandolo a mordere il portale con forza inaspettata.

Questa mossa non è sufficiente a ferire lo Squalo Tigre, ma basta e avanza per farlo infuriare. La sua mente è ancora parzialmente animale, ed il potere di Madcap ha solo accentuato il suo comportamento bestiale. Lo Squalo Tigre è confuso e arrabbiato, comportandosi quindi come un animale: saltando addosso alla preda, pronto a sbranarla.

Turbine non sa tutto questo, ma l’istinto e la super-velocità gli fanno prendere la decisione giusta: afferrare lo Squalo Tigre per i piedi ed iniziare a ruotare su se stesso, sempre più rapidamente. Quando lo lascia andare, lo Squalo Tigre vola a cento chilometri orari fino ad affondare nel grasso di Blob. Naturalmente, il mutante non fa una piega: in passato ha sopportato i pugni dell’incredibile Hulk, del resto. Ma Hulk non morde.

I due criminali impazziti iniziano a combattere uno contro l’altro, e Switch si avvicina a Turbine pronto a battergli il cinque.

-Non lo dico spesso, ma ottimo…oh merda! Hyde!

Mister Hyde è alle spalle dei tre ex membri della Villains LTD, con tanto di bava alla bocca e follia omicida negli occhi. Switch e Turbine sono pietrificati dalla paure, ma Pathfinder non fa una piega.

-Dietro di te – avverte.

Il mostro non fa in tempo a reagire; il suo corpo è scosso da una scarica elettrica che potrebbe fulminare un paio di elefanti. Quando Hyde crolla a terra, anche Switch e Turbine possono vedere ciò che Pathfinder ha avvertito: Maria Hill era dietro di lui, con un guanto rubato da uno dei custodi in armatura della Volta.

-Impressionante. Sareste quasi potuti entrare nello SHIELD, con un addestramento del genere.

-Bel modo di usarci come esca. Saresti quasi potuta entrare nella Villains LTD, con un talento del genere nel tradire gli alleati – risponde Switch, senza sapere se considerarlo un complimento o una critica.

 

Reparto di massima sicurezza

Le luci del corridoio lampeggiano, ritraendosi dall’oscurità. Shades è il primo ad uscire dal buio, seguito subito dopo da Slim Snake.

-Vediamo se ho capito – dice il Deviante –Viper ci paga per causare un’evasione di massa e per portarle Madcap, giusto? Per scatenare l’anarchia nel mondo eccetera eccetera.

-Qualcosa del genere. Non ci ho fatto molto caso – ammette Shades.

-E Viper è, tipo, il terzo o quarto capo terroristico più importante del pianeta. Migliaia di fanatici ai suoi piedi, arsenali da far invidia a piccole nazioni, quel genere di cose.

-Non sapevo fossi un suo fan.

-Scherza pure, ma non poteva darci un po’ di appoggio? Si aspetta davvero che facciamo tutto quanto da soli!?

Shades non risponde, volgendo lo sguardo verso una delle celle. E’ difficile a dirsi per colpa degli occhiali da sole, ma Slim Snake giurerebbe che abbia lo sguardo perso nel vuoto.

-Ehm, Shades? Questo dovrebbe essere il momento in cui ti vanti di poter ammazzare chiunque ti si pari davanti e ti metti a fare il lavoro di tutti e due.

-Non siamo arrivati qui per caso – continua Shades, parlando più con se stesso che con il Deviante.

-Sì, vorrei sperarlo; ci hai portato alla Volta, giusto?

-Quando mi sposto tra le ombre non ho il controllo totale della destinazione, sono loro a portarmi dove vogliono. Volevano che io fossi qui, adesso.

-Shades, quando cominci con il tuo voodoo delle ombre mi fai venire i brividi…e non succede quando ammazzi gente a destra e a manca, quindi vuol dire qualcosa. Shades? Hey, Shades?

Slim Snake si sposta di fronte a Shades, schioccando le dita davanti alla sua faccia; Shades si limita a passargli attraverso dicendo con voce fredda:

-L’oscurità mi sta chiamando.

 

All’interno della cella, Iris si è aggrappata a un braccio di Talia Kruma e sta piangendo istericamente.

-Mi dispiace, mio dio, mi dispiace così tanto! Non ne posso più!

-E’ tutto a posto; anche per me non è semplice. Il simbionte era diventato parte di me – cerca di consolarla Talia, sconcertata. Un attimo prima quella donna era una pazza isterica, ma adesso è solo una drogata in pesante crisi di astinenza.

-Non capisci, mi hanno tolto qualcosa. Qualcosa che mi faceva sentire in cima al mondo, costantemente. Non riesci a vivere senza essere…

Qualcosa si muove nel buio. No, è il buio stesso a muoversi,  espandendosi verso l’esterno e lacerando la porta di titanio rinforzato. Dall’altra parte c’è un uomo, o meglio la silhouette di un uomo che si staglia contro le brillanti luci artificiali della prigione.

-Shades? – lo riconosce Iris.

-L’oscurità – risponde l’ombra, entrando nella cella. Le ombre si animano al suo comando, afferrando tra le proprie grinfie Talia ed Iris.

-Shades, che accidenti stai facendo!? – protesta Slim Snake, entrando di corsa.

Le ombra portano Iris di fronte a Shades, che la riconosce a malapena. La ricorda come una pazza avventuriera interessata solo ad azione, sesso e violenza. Ora è un relitto che si regge a malapena in piedi.

-Le ombre volevano che io fossi qui. Nel momento più oscuro di una delle poche persone che mi legano ancora al mondo degli esseri umani. E’ stata la tua oscurità a chiamarmi qui, Insomnia?

-Per favore – lo implora Iris, piangendo – Non ce la faccio più. Per favore, uccidimi.

La mano guantata di nero di Shades si avvicina agli occhiali da sole; per la prima volta da quando ha perso la sua umanità, sta tremando. Esita.

Se la uccide, pensa, l’ultima scintilla di umanità che gli è rimasta sarà spenta.

L’oscurità lo sta chiamando. E’ il momento di rispondere.

 

La Volta

-Ci siamo quasi: possiamo raggiungere Madcap passando dalla sezione femminile– annuncia Pathfinder, indicando una pesante porta rinforzata.

-Adesso sì che ragioniamo. Passeremo dalle docce, vero? – si strofina le mani Turbine.

-Ricordami di prenderti a calci – risponde Pathfinder, calciando la porta da due tonnellate con abbastanza forza da scardinarla e farla cadere a terra.

“Chissà perché, credo me ne dimenticherò” pensa Turbine.

La porta si ferma di fronte ai piedi di una donna dai capelli bianchi. Indossa la divisa arancione del carcere, ma attorno al suo corpo si agitano linee di energia nera.

Quando la donna inizia a danzare, Maria Hill riprende il comando:

-Switch, blocca il passaggio! Adesso!!!

Pur non comprendendo l’urgenza, e detestando fino al midollo quell’urlo, Switch obbedisce generando un unico portale abbastanza largo da bloccare tutto il corridoio.

-Se andiamo avanti così non ci muoveremo mai – si lamenta Turbine.

-Quella è Dansen Macabre. Se l’avessimo guardata un secondo di più ci avrebbe ipnotizzato… suppongo che tu non l’abbia mai incontrata, Pathfinder. Quante prigioniere abbiamo davanti?

-Dieci – risponde Pathfinder, iniziando a strappare una manica dalla divisa.

-Dannazione. Dobbiamo trovare un altro modo di raggiungere Madcap.

-No, possiamo farcela; datemi solo un secondo – risponde Pathfinder, strappando anche l’altra manica.

-Uh, ‘finder? Che stai facendo?

-I capelli mi distraggono – risponde, usando una delle maniche strappate per legarsi i capelli a coda di cavallo. Mentre lo fa, si toglie anche le scarpe.

-Tu non sai cosa ho passato, Eddie; con l’inibitore ed i blocchi alle gambe era come essere cieca ed incatenata. Ho bisogno di muovermi un po’, e sono l’unica che ci può portare da Madcap.

-Senza farti ipnotizzare dalla sventola danzante? – chiede Switch, perplesso.

-Non ho bisogno degli occhi per sapere dove sono i miei avversari – risponde Pathfinder, bendandosi gli occhi con la seconda manica.

-Di tutti i piani assurdi, questo è… - inizia a criticarla Maria Hill, quando qualcosa nella sua cintura inizia a squillare.

-Credevo fossimo completamente isolati dall’esterno – nota Switch.

-Sì, beh, fammi causa – risponde l’agente Hill, estraendo un microscopico auricolare e rispondendo alla chiamata.

-Hill, non cosa tu stia facendo, ma devi portare subito le chiappe a New York.

-Naturalmente, Colonnello Fury. Cosa posso fare per lei? – risponde l’agente Hill, facendo cenno a Switch di lasciar andare Pathfinder.

 

Reparto di massima sicurezza

Slim Snake è un Deviante, una razza segreta la cui moralità è quantomeno bizzarra per gli standard umani. Gli hanno insegnato che non c’è niente di male a mettere i propri interessi al di sopra del benessere dei propri amici, per esempio, e che il tradimento è parte integrante di ogni relazione interpersonale. Uccidere a sangue freddo un’amica per il desiderio di diventare un mostro è strano anche per i suoi standard.

Shades è fermo da diversi secondi, pronto ad usare il proprio potere per uccidere una Insomnia in gravissima crisi di astinenza. Sta esitando, e Shades non esita mai.

-Shades, credo che tu stia un po’ esagerando con questa storia del mostro senza cuore. Lasciala andare, okay?

-Vuole morire. Perché non dovrei ucciderla?

-Che cos’è più importante per te, Shades? Le ombre o i tuoi amici?

Shades non risponde. Sembra che stia fissando Insomnia, ma i suoi occhiali da sole non riflettono niente perché sta osservando se stesso.

L’oscurità sta chiamando, ed è impaziente.

 

Sezione femminile

Pathfinder non si è mai veramente considerata una super-criminale. Sa che lo è diventata, ma non l’ha mai considerata una propria scelta.

Nonostante questo, ha frequentato per chissà quanto tempo il Bar With No Name. Il suo mondo è pieno di criminali: li ha conosciuti, li ha combattuti, ci ha scherzato assieme, ci è andata a letto, ha rischiato la vita per loro. E soprattutto, il suo potere mutante ha registrato gli schemi cerebrali di tutti loro. Ora deve fare affidamento sulla propria memoria, il proprio addestramento, la propria forza. E la propria rabbia.

La sua prima mossa è cercare di mettere fuori gioco Dansen Macabre, e la raggiunge con un salto di cinque metri. Per quanto siano pazze però queste donne non sono stupide, e si aspettavano una mossa del genere.

Prima di poter colpire Dansen Macabre, qualcosa la solleva da terra e la scaraventa con forza contro un muro. Pathfinder si rialza e cammina, nonostante le sembri di pesare cinque o sei tonnellate considerato lo sforzo che deve fare.

Impiega un po’ per associare quello schema cerebrale alla persona, ma poi si ricorda di aver incontrato Lodestone al bar. Sta respingendo magneticamente il ferro nel suo sangue.

Libellula vola verso di lei, probabilmente per usare i propri poteri ipnotici: si vede proprio che queste donne non sono in sé.

Pathfinder salta, smettendo di resistere al potere di Lodestone; quando colpisce nuovamente il muro, usa tutta la forza che ha per saltare di nuovo…questa volta verso l’alto, fino a raggiungere Libellula e colpirla.

Poteri a parte Lodestone è una donna normale, e quando Libellula le cade addosso dopo essere stata calciata non riesce più a restare cosciente. Meno due.

Una donna si avvicina con una velocità tale da non dar tempo a Pathfinder di evitarne il pugno; la riconosce come Joystick. Non vorrebbe farle del male, dato che è stata una delle pochissime prigioniere a cercare di aiutarla, ma è chiaro che non è in sé.

Quando si prepara a colpirla, però, la benda attorno agli occhi si anima come un serpente e si dirige verso la sua gola, iniziando a strangolarla.

Falena, maledizione, non aveva fatto caso allo schema cerebrale di Falena. Può controllare le fibre e ora la sta strangolando con i suoi vestiti, mentre i pantaloni della divisa ora sono un unico bozzolo che si stringe sempre di più per bloccarle le gambe. Ed ovviamente Joystick continua a picchiarla.

Pathfinder deve usare tutta la forza delle braccia per non essere strangolata, e non è molto più della forza di una donna normale. Falena è proprio impazzita per pensare di poterla fermare con dei vestiti, però: il calcio che colpisce Joystick riduce a brandelli i pantaloni, ma le permette di mettere fuori gioco due avversarie con un colpo solo perché Joystick colpisce Falena come un pallone da calcio. Meno quattro.

Non c’è nemmeno un secondo di respiro, però, perché i due schemi cerebrali che Pathfinder temeva di più hanno fatto in tempo ad accerchiarla: Abominatrix ed Ustione-Gamma.

Continua a tenere gli occhi chiusi, non solo perché le due donne potenziate dai raggi gamma non rischieranno mai di vincere un concorso di bellezza: Dansen Macabre è ancora libera.

C’è pochissimo temo per agire: le due amazzoni sono molto, molto più forti di lei e questo è uno spazio troppo chiuso per permetterle di evitarne i colpi.

Pathfinder scivola allora sotto le gambe dell’enorme Abominatrix, correndo il più velocemente possibile per raggiungere il proprio bersaglio: Mezzavita, il cui tocco indebolisce le energie vitali.

Pathfinder esegue un salto mortale per evitarla, e prima di atterrare si toglie gli stracci che prima della battaglia erano dei pantaloni.

Anche nel suo stato folle, Mezzavita è incuriosita da questa azione; abbastanza a lungo da dar modo a Pathfinder di legarsi rapidamente gli stracci attorno ad un piede, ed usarlo per calciare l’avversaria.

Gli stracci le impediscono di toccare direttamente Mezzavita, scaraventata a metri di distanza; Abominatrix ed Ustione-Gamma non hanno la stessa protezione, e si trovano a toccare una Mezzavita che rilascia il proprio potere prima di perdere i sensi per il colpo. Meno sette.

Dansen Macabre smette di danzare. Pathfinder è in piedi, le gambe nude ricoperte di lividi che si sommano agli infiniti tagli e cicatrici collezionati negli anni. E sta camminando verso di lei.

Un campo di energia verde solleva Dansen Macabre da terra, subito prima che una valanga di sabbia investa Pathfinder come un fiume in piena.

A salvare Dansen Macabre è stata Ion, ma la sabbia non ha un cervello. Pathfinder intuisce che Quicksand doveva essere nella propria forma umana quando ne ha avvertito la presenza prima, ma adesso ha un altro problema: non si può sconfiggere una tempesta di sabbia calciandola.

Prima che perda i sensi, però, il vento cambia.

Turbine sta ruotando su se stesso, generando un piccolo tornado che risucchia Quicksand. Un portale nero appare di fronte ad Ion, inghiottendola e poi scomparendo. Dansen Macabre riesce ad atterrare in piedi, ma prima di poter fare una sola mossa riceve un calcio nello stomaco ed una ginocchiata in faccia da parte di Maria Hill.

Pathfinder si rialza, dolorante. Quando riapre gli occhi, la prima cosa che vede è il sorriso di Switch che le porge un paio di stivali.

-Ho trovato l’inibitore di teletrasporto e qualcosa che ti eri persa. Niente male come nuovo costume.

-Piantala di fare il cretino e rubami un paio di pantaloni.

-Se proprio devo. Come ti senti?

Pathfinder esita un attimo prima di rispondere. Stanca, livida, probabilmente con un po’ di sabbia nelle mutande.

-Viva.

 

Reparto di massima sicurezza

Un portale di teletrasporto appare nella sala controlli, e Maria Hill è la prima a uscire pronta a sparare a qualunque cosa si muova.

Una sola cosa è ben visibile, illuminata dalla luce degli schermi di computer: un uomo in sgargiante costume giallo e viola, seduto su una sedia. Parla da solo.

-No no, te lo spiego un’altra volta: la vita non ha senso. Mi segui fino a qui? No, non solo la mia, la vita in generale. No, neanche quello! Sei proprio duro di comprendonio, eh?

-Metti le mani dove posso vederle, Madcap – lo minaccia Maria Hill.

Anche Switch, Pathfinder e Turbine escono dal portale, e si guardano attorno perplessi: tutto questo è decisamente troppo normale rispetto a quello che si aspettavano.

-Credevo avessi detto che era pieno di gente – nota Turbine.

-Lo era – si difende Pathfinder.

-Scusate, se non vi dispiace stavo finendo un discorso. Sì, danno fastidio anche a me. No, non adesso. Sì, lo so che è fastidioso quando rispondo a voce alta. A me piace il formaggio!

-Il personale della prigione. E’ scomparso – realizza Pathfinder.

-Cosa vuol dire “scomparso”? – chiede l’agente Hill.

-Non li sento più. Stavo controllando dove fossero finiti tutti e…non ci sono più.

-Quelli di questo piano non li ho spostati io – si giustifica Switch.

-Che vuol dire “quelli di questo piano”? – chiede Pathfinder.

-Ho teleportato via i civili. Compreso il mio avvocato. Mi sa che sarà un po’ confusa a risvegliarsi a New York, ma non ho bisogno di altri motivi per finire nei guai!

-Erano tutti noiosi – riprende a parlare Madcap – neanche un po’ di senape. Mi hanno fatto venire una gran sete, però, qualcuno di voi ha portato un po’ di idraulico liquido? Sssh, non dirgli niente, rovinerai la sorpresa!

-Dimmi dove sono finiti gli ostaggi, pazzoide, o vedremo quanto sei bravo a farti ricrescere le cervella – minaccia l’agente Hill.

-Vedi che neanche loro capiscono? L’universo è una buccia di banana rancida che…

-Non fai ridere – risponde Maria Hill, facendo fuoco.

Dato che conosce il suo file, Maria Hill sa che anche dopo essersi preso un proiettile in mezzo agli occhi il fattore di guarigione di Madcap dovrebbe permettergli di guarire in pochi secondi.

Quello che non si aspetta è che il suo costume blocchi il proiettile. Fa fuoco un’altra volta, ed il risultato è esattamente identico.

-Qualcosa non va. I suoi schemi cerebrali sono anche più strani del solito – capisce Pathfinder.

-I nostri schemi, prego – la corregge Madcap, alzandosi in piedi.

Il sorriso disegnato sulla sua maschera si allarga. Poi lentamente, disgustosamente, inizia ad aprirsi.

Dalla grande bocca spuntano decine su decine di denti aguzzi. Una grande lingua viola inizia a leccare i denti, facendo cadere a terra copiose quantità di saliva verde.

-Voi non potete sentirlo, ma il mio amico sta morendo dalle risate nella mia testa.

La sua voce è profonda e cavernosa. Maria Hill fa fuoco, ma i proiettili rimbalzano sul costume di Madcap…o meglio, rimbalzano su Venom.

-E’ ancora un po’ confuso, sapete, gli sto spiegando che la vita non ha senso ma lui fa un po’ fatica a starmi dietro – spiega Madcap, afferrando l’agente Hill per un braccio e scagliandola via come se non pesasse niente.

Turbine è il primo ad attaccare, colpendo Madcap cinquecento volte prima che il suo cuore abbia avuto tempo di battere una volta sola; Pathfinder lo segue, colpendolo con un calcio nelle parti basse con abbastanza forza da frantumare il cemento.

-Non ha un nome, ma io lo chiamo Fluffy – continua Madcap, dal cui costume fuoriescono tentacoli che avvolgono Turbine e Pathfinder iniziando a stritolarli.

Switch si teletrasporta alle spalle di Madcap, recuperando la pistola dell’agente Hill caduta a terra; poi si teletrasporta di fronte a lui, infilandogli la pistola in bocca e premendo il grilletto.

Prima che Madcap possa chiudere le fauci e staccargli una mano, qualcuno afferra Switch per la divisa e lo allontana, mettendolo in salvo.

-Ma che… - riesce a dire Switch, colto di sorpresa. Prima che possa fare qualcos’altro, una donna lo trascina verso di sé e lo bacia appassionatamente.

Alla fine del bacio che lascia Switch senza fiato, la donna si volta verso Madcap e lo colpisce con una scarica di plasma grazie al guanto di una delle armature dei custodi.

-Insomnia!? – la riconosce Switch.

-Dimmi che ti sono mancata, baby!!! – risponde la donna con entusiasmo. Switch è un po’ meno entusiasta dell’alito della prigioniera, ma non è così stupido da parlarne in un un momento del genere.

 

Maria Hill riprende i sensi, osservando una donna colpire ripetutamente Madcap continuando ad evitarne ogni singolo colpo con un’agilità sovrumana.

-Cosa diavolo sta succedendo?

-Vi stiamo salvando – spiega Slim Snake, che deve evitare un pugno dell’agente – Hey, piano! Guarda che mordo, se fai la difficile!

-Madcap ha il simbionte di Venom! Dobbiamo fermarlo!

-Lo so, ma lasciamo che Insomnia si scarichi un attimo. Ho dovuto farle una trasfusione di adrenalina per farla tornare in sé; quell’inibitore che le avete messo non ha retto all’over-over-overdose, ma lei adesso è in più in forma che mai. Insomnia è un motore che funziona ad adrenalina!

-Un motore che sta per farsi staccare la…

Una mano guantata di nero copre la bocca dell’agente Hill, immobilizzata da tentacoli d’ombra. Shades la spinge con violenza nelle mani di Slim Snake, ordinando:

-Falla stare zitta e lasciami lavorare.

 

I colpi di Insomnia, Pathfinder e Turbine non riescono nemmeno ad infastidire Madcap, che sembra divertirsi come non mai.

Tutti i combattenti sono trascinati via dalle proprie ombre, e Shades si avvicina minacciosamente.

-Guarda Fluffy, c’è uno dei miei vecchi amici! Ooh, Shades, a Fluffy non piaci proprio, mi sta dicendo che sente qualcosa di brutto che si avvicina! Come se il codino stesse tornando di moda!

Shades si guarda attorno. Sparsi ovunque ci sono gocce di sangue e brandelli di vestiti.

-Ti sei mangiato il personale?

-Ho provato a fermarmi, ma Fluffy era troppo forte. Poi mi sono detto massì, posso anche saltare la dieta per un giorno, e poi uno snack tira l’altro! Finalmente hanno capito che un essere umano non ha più importanza di una patatina fritta nel grande ordine delle cose! Ed erano pure insipidi!

-Capisco. L’oscurità ha scelto un’altra strada, me lo sarei dovuto aspettare. Non mi importa se li hai uccisi. Se tu avessi ucciso un’intera città, un’intera nazione, non me ne sarebbe fregato niente.

-Hai visto, Fluffy, lui almeno capisce che le loro vite non avevano senso! Lui sa che niente ha importanza!

-Ieri ti avrei dato ragione, Madcap. Ma oggi ho scoperto che, per me, qualcosa ha ancora importanza.

La luce nella stanza si ritrae ancora di più, e le ombre si agitano felici attorno a Shades quando appoggia le mani sulle spalle di Madcap.

-Non avresti dovuto ferire i miei amici.

-Questo è tutto, gent-

Le ombre si gettano sul corpo di Madcap, nuotando attraverso i suoi organi come serpenti di filo spinato. Aculei d’ombra si infilano sotto gli occhi, artigli neri stringono il suo cuore, piranha di oscurità divorano le sue ossa dall’interno.

Accade tutto così velocemente da non dare tempo a nessuno di cogliere tutti i dettagli, per fortuna della loro sanità mentale. Capiscono solo di aver appena visto manifestarsi la sostanza di cui sono fatti gli incubi, pronta ad obbedire ad un ordine che Shades impartisce con calma glaciale:

-Sparisci.

Quello che le ombre fanno a Madcap non è per le menti umane. Lacerato da una realtà incomprensibile, il suo corpo è fatto a pezzi con una meticolosità terrificante; data la velocità e la violenza con cui accade, è facile pensare che Madcap sia appena esploso.

Shades osserva il simbionte scivolare via, terrorizzato. Non era lui il bersaglio della sua rabbia, e le ombre non sembrano interessate.

 

Switch è il primo a rompere il silenzio, stringendo la mano di Shades.

-Shades, grandissimo figlio di puttana, che ti è successo?

-L’oscurità mi ha chiamato. Le ho detto di andare a farsi fottere. Ora che facciamo?

-Sembra che dobbiamo andare a New York a salvare il mondo o una cosa del genere – risponde Turbine.

-Per me va bene – risponde l’uomo ombra.

Maria Hill è rimasta senza parole; gli ex membri della Villains LTD accorrono verso Shades, trattandolo come un vecchio amico perso da tempo. Il fatto che abbia appena squartato vivo un uomo, non importa quanto folle, per loro sembra essere qualcosa di routine.

Uno dopo l’altro, i criminali oltrepassano il portale di Switch…tranne Shades e Maria.

-Loro non sanno cosa hai fatto, vero? – chiede la donna.

-Lo hanno visto svanire nell’ombra. E’ meglio così per tutti.

-Perché?

-Perché loro sono l’ultima cosa che mi impedisce di diventare come le ombre che hanno divorato Madcap. Non devono sapere che cosa sono in realtà.

-Ma hai lasciato che io vedessi tutto.

-Non ho escluso del tutto la possibilità di cambiare idea, un giorno – risponde Shades, con un sorriso che fa venire i brividi a Maria.

 

L’uomo ombra e la donna attraversano il portale, senza notare un dettaglio apparentemente insignificante. Una goccia di sangue si è appena mossa.

La guarigione è già cominciata.

 

CONTINUA !

 

Nel prossimo numero: la Villains LTD nell’universo Marvel USA !